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Il palazzo

La storia

Il Palazzo, attuale sede dell'amministrazione provinciale di Gorizia, sorse nella seconda metà del XIX in un'area di nuova urbanizzazione della città di Gorizia, lungo l'odierno Corso Italia (già via della stazione, Corso Francesco Giuseppe, Vittorio Emanuele III, poi Roosvelt) che congiungeva il centro cittadino alla nuova stazione ferroviaria. Nel 1858 infatti venne deviata la linea ferroviaria verso Gorizia con la successiva costruzione della "Ferrovia Meridionale" per congiungere Trieste a Vienna. Con la nuova linea ferroviaria la città poteva così essere facilmente raggiunta dai viaggiatori che da Vienna si muovevano verso il litorale adriatico.

Si avviò così nella seconda metà del XIX secolo una intensa politica di interventi pubblici da parte del governo austriaco verso questo territorio dalla quale anche Gorizia trasse un certo beneficio. Lungo il nuovo viale Francesco Giuseppe sorsero parchi pubblici, caffè, alberghi comode pensioni, villini e luoghi di cura, realizzati nei più disparati stili architettonici, dal liberty al neogotico fino ai fronti compatti degli edifici in stile eclettico, nei quali si fondono elementi architettonici di gusto italiano, austriaco e tedesco.

Le caratteristiche del territorio, l'aria salubre e l'impegno diretto del conte boemo Carl von Czoernig contribuirono in questi anni di fine secolo a creare il mito della "Nizza Austriaca". Nel 1873 presenta con la società viennese "Osterreichische Baugesellschaft fur climatischen Kurort", di cui è presidente, un piano per la sistemazione urbana del nuovo quartiere lungo il viale, in particolare nell'area compresa tra il corso (prima via del Giardino poi corso Giuseppe Verdi dal 1901), la via Tre re e il vecchio cimitero, oggi rispettivamente via XXIV Maggio e parco della Rimembranza. La trasformazione di tale area si avviò di fatto nel 1875, quando Leopoldo de Claricini a nome del Comitato Tecnico, richiamandosi al piano del 1873, illustrò in sede di amministrazione comunale l'impianto delle nuove strade che si dovevano realizzare.

Al fine di promuovere lo sviluppo della cura climatica Carl von Czoernig costituì ancora nel 1875 la Società promotrice per la cura climatica in Gorizia.
Contemporaneamente al piano nel febbraio 1873 la Società viennese "Osterreichische Baugesellschaft fur climatischen Kurort" inoltrò tre progetti per la costruzione di due edifici lungo la Strada Nuova, poi dal 1875 Viale Francesco Giuseppe, firmati dall'architetto viennese C. Sandreczki e presentati dal "Das Comitè der Osterreichische für Baugesellschaft fur climatischen Kurort in Görz" sottoscritti dal barone Carlo von Czoernig.
I primi due progetti riguardano la costruzione di una "Wohnhäuser" suddivisa in diversi blocchi di abitazioni. La costruzione infatti, oggi Palazzo della Provincia, era prevista quale casa di appartamenti per le vacanze. Ogni blocco era previsto con un corpo scala autonomo, quattro piani fuori terra e un piano scantinato. Il progetto del blocco centrale descrive chiaramente nelle piante la distribuzione e metratura degli appartamenti, due per piano, dotati ciascuno di cucina, camere e guardaroba, mentre il corpo servizi era comune e accessibile dal pianerottolo. Rilevante e particolare la facciata in legno e vetro, denominata "veranda" continua sul fronte sud-est, oggi del tutto scomparsa, che costituiva una sorta di solarium per i residenti.

Nel 1875 la Società Viennese inoltra domanda di abitabilità per i tre edifici costruiti sul lotto oggi corrispondente al Palazzo della Provincia. La costruzione del terzo blocco a sinistra del blocco principale centrale del Palazzo della Provincia ricalca non simmetricamente l'impianto del blocco destro sia nel distributivo che negli alzati e finiture esterne. Risulta costruttivamente compiuto nel 1875, nella medesima epoca degli altri due, per cui riceve regolarmente il numero anagrafico.
Nel corso degli anni i vani interni hanno subito numerose modifiche. L'edificio fu sede di istituti di credito e proprietari privati. Un'importante ristrutturazione è quella risalente al 1939 quando venne acquistato dalla Provincia di Gorizia e divenne sede di attività istituzionali.
A quest'epoca probabilmente risale il raccordo dei tre blocchi con la creazione del corridoio centrale che ha comportato l'eliminazione dei locali cucina e le modifiche degli ambienti laterali dei blocchi.
Nel corso della seconda guerra mondiale è stato occupato dall'esercito tedesco e divenuto sede del comando (1943). Nel 1948 sono stati avviati i lavori di riparazione ai danni di guerra, così come si evince dalla relazione dei lavori custodita presso l'Archivio di Stato di Gorizia. Nel 1954 sono stati appaltati i lavori di demolizione e ricostruzione della copertura del tetto in legno, sostituito con travi in cemento armato e laterizio forato.
L'edificio è rimasto poi sostanzialmente invariato fino alla fine degli anni '50 quando è stato realizzato l'ampliamento sul retro, nel cortile interno, destinato in parte alla sala giunta e in parte ad uffici.

Nel corso del mese di dicembre 1959 i nuovi lavori di decorazione e arredo delle nuove parti edilizie della sala Consiglio vennero affidati all'ing. Renato Fornasari. In particolare per conferire un'impronta unitaria all'intervento lo studio di Fornasari ha riguardato infine il portale dell'ingresso principale centrale, il portone in legno e bussola interna.
In particolare per il progetto dei mobili in legno della sala consiglio e giunta l'ing. Fornasari si è avvalso della collaborazione di Elvira Luisa Morassi Bernardis, laureatasi in architettura nel 1928 al Politecnico di Milano e collaboratrice negli stessi anni presso lo studio di Giò Ponti per la progettazione di elementi d'arredo.
I lavori per l'ampliamento della sede provinciale vennero portati a termine nel 1965, come attestato dal certificato di regolare esecuzione rilasciato dagli uffici competenti.
Da allora l'assetto generale degli interni e degli esterni del palazzo è rimasto invariato, se si esclude il collegamento nella parte posteriore con la casa Cottar, avvenuto nei primi anni '80, nel frattempo ristrutturata e ospitante ulteriori uffici.

 
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