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Progetto di prevenzione incendi

La normativa di riferimento in materia di sicurezza antincendio è rappresentata dal Decreto Ministeriale 22 febbraio 2006 "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici" in G.U. n. 51/2006.

Il fabbricato, in relazione alle definizioni di cui al D.M. citato è classificabile come segue:
- di tipo 2: da 101 fino a 300 presenze;
- altezza antincendio: m. 17,40 (abbaino sottotetto);
- numero compartimenti antincendio: 1
- superficie lorda compartimento: mq. 5.921
- affollamento massimo previsto nei locali: mai superiore a 100, con sala Consiglio autolimitata a 100 persone

L'applicazione del D.M. 22 febbraio 2006, relativamente alle norme contenute nei Titoli II e III dell'allegato allo stesso, è prevista per gli edifici esistenti già adibiti ad ufficio nel solo caso di interventi che comportino modifiche sostanziali intendendosi per "modifiche sostanziali" lavori che comportino interventi di ristrutturazione edilizia secondo la definizione riportata all'art. 3, comma 1, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (testo unico dell'edilizia) fatto salvo che tutti gli interventi previsti non devono comportare una diminuzione delle condizioni di sicurezza preesistenti.

A tal fine l'intervento in progetto (da eseguirsi su immobile vincolato dalla Soprintendenza), è classificabile non come ristrutturazione edilizia ma come restauro e risanamento conservativo (sarebbe manutenzione straordinaria in assenza del vincolo della Soprintendenza) essendo limitato ad interventi locali di riparazione e miglioria, e parziale rifacimento impiantistico (l'ala sala consiglio/giunta non è praticamente interessata da interventi). Per tale edificio dunque, che non ricomprende attività soggette a visite di prevenzioni incendi (non è presente l'attività 83 di pubblico spettacolo autolimitando il numero massimo di persone presenti in sala consiliare a 100) l'applicazione del Decreto non risulta obbligatoria. Pur tuttavia si è ritenuto ragionevole (per quanto compatibile con le esigenze di tutela del bene storico) verificare il rispetto di tutta una serie di prescrizioni di cui al Titolo IV relativa agli edifici esistenti soggetti al controllo di prevenzione incendi.
 
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